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GIRO D’ITALIA

Hesjedal leggenda

Storica affermazione nella corsa rosa per il Canada. Decisiva la cronometro di Milano.

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Dopo tre settimane è Ryder Hesjedal il vincitore della 95esima edizione del Giro d’Italia.

Alla fine vince chi non ti aspetti. Ryder Hesjedal non certo partiva con i favori del pronostico. Più accreditati i vari Scaponi, Basso, Rodriguez, Pozzovivo. Invece, il corridore canadese ha preparato bene questa manifestazione, senza proclami. Si è trovato davanti a tutti con la maglia rosa quasi per caso ma l’ha difesa con le unghie e con i denti. Poi il passaggio di consegna sulle spalle di Rodriguez. Tuttavia il canadese è rimasto agganciato ai migliori in classifica generale sapendo di poter sfruttare la sua abilità nelle prove contro il tempo. Ha meritato la vittoria di questo giro perché è stato tra i più continui anche sulle montagne. Pian dei Resinelli, Stelvio, Mortirolo, Alpe di Pampeago e tante  altre scalate che non l’hanno visto quasi mai in difficoltà. Forse nella tappa di Lago Laceno i big potevano fare qualcosa ma non hanno avuto il coraggio e alla fine devono applaudire il corridore canadese  che scrive una nuova pagina nella storia del ciclismo mondiale. Per la prima volta il Canada può annoverare un suo corridore tra i vincitori del giro d’Italia.

Una cronometro accorciata di due chilometri rispetto alle previsioni per un totale di ventotto chilometri per sancire il successo nell’albo d’oro della corsa rosa a Michele Scarponi (vincitore dello scorso anno dopo la squalifica di Alberto Contador). Complessivamente poco meno di trentacinque minuti di corsa per decretare il vincitore della maglia rosa. Tutti gli occhi erano puntati sugli ultimi quattro corridori alla partenza. In sequenza De Gendt, Scarponi, Hesjedal, Rodriguez. Il belga e l’azzurro si giocavano il gradino più basso del podio mentre per il simbolo del primato è stata sfida a due tra il canedese e lo spagnolo divisi in classifica di 31’’. Più che una sfida sono stati due monologhi. Da un lato il belga, dall’altro il canedese sono stati artefici di due super prestazioni che hanno valso loro il sorpasso sui rispettivi rivali.

L’impresa vera e proprio miracolo l’ha fatto Hesjedal. In difficoltà ieri sullo Stelvio, lucido e sempre al limite nella cronometro conclusiva. Una marcia inarrestabile del canadese che ha spinto sui pedali sin dalle prime battute e ha chiuso in 34’15’’. “Purito” Rodriguez ha provato a difendersi ma già dal primo intermedio si è capito che per lui le speranze di conservare la maglia rosa erano pressoché nulle. Alla fine chiude in 35’02’’, con 47’’ di ritardo da Hesjedal che cancellano i suoi sogni di vittoria finale.

Terzo posto per Thomas De Gendt che, dopo l’impresa di ieri, si gioca bene tutte le sue carte nella prova contro il tempo e scavalca in classifica generale Scarponi. Il belga aveva qualche speranza di poter vincere la corsa rosa ma la prova di Ryder Hesjedal è stata impareggiabile per gli altri uomini di classifica.

Gli italiani chiudono rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto Basso, Scarponi e Cunego.

lLE ALTRE MAGLIE. La maglia azzurra, simbolo del miglior scalatore va a Rabottini, eroe a Pian dei Resinelli. Maglia rossa della classifica a punti a Joaquim Rodriguez.

Per la cronaca la vittoria di tappa va a Marco Pinotti, corridore della BMC che, con una media superiore ai 51 kn/h ha chiuso la cronometro in 33’06’’. Secondo Garain Thomas con 33’45’’. Terzo Jesse Sergent con 33’59’’.

LA CLASSIFICA GENERALE FINALE: 1. Ryder Hesjedal; 2. Joaquim Rodriguez a 16’’; 3. Thomas De Gendt a 1’39’’.

Dom, 27/05/2012 - 17:34
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