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Salute Italia

Virus

Capodanno a letto per 140mila italiani

E' atteso per i prossimi giorni il picco massimo di casi di influenza

di Redazione Basilicata24

Capodanno a letto per 140mila italiani

Gli esperti hanno individuato tre gruppi principali, denominati A, B e C. I virus di tipo A sono i più aggressivi, scatenano le epidemie più lunghe e con sintomi più accentuati

 .  Saranno circa 140mila gli italiani che trascorreranno il Capodanno a letto con la febbre, secondo le previsioni del virologo Fabrizio Pregliasco dell'Universita' di Milano. La curva dell'influenza è ancora 'bassa', segno che il 'boom' di casi ancora non c'e' stato, ma i virus influenzali - complici anche le feste e la permanenza in luoghi chiusi - stanno intensificando la loro circolazione e, da questo momento, i contagi segneranno un 'crescendo'.  Gli esperti hanno individuato tre gruppi principali, denominati A, B e C. I virus di tipo A sono i più aggressivi, scatenano le epidemie più lunghe e con sintomi più accentuati. I virus appartenenti al gruppo B, invece, causano forme influenzali più lievi e non danno luogo a epidemie. Il virus C dell’influenza provoca infezioni leggere, con qualche linea di febbre e raffreddore. Nelle persone adulte, l’influenza esplode dopo due giorni di incubazione in cui si avverte stanchezza, mal di testa, sensazione di “ossa rotte”. In questa fase, anche se l’influenza non è ancora conclamata, si è già contagiosi. Quindi inizia la febbre, che può raggiungere i 39-40 gradi e che dura dai tre ai cinque giorni. Il raffreddore è esploso in pieno e compare anche tosse secca e fastidiosa. Si può anche essere soggetti a disturbi gastrointestinali come vomito e diarrea. Dopo circa una settimana dalle prime avvisaglie la febbre cala nel giro di un giorno. Resta la sensazione di naso chiuso e la tosse tende a diminuire. Per alcuni giorni permangono stanchezza e inappetenza. È bene tenere presente che i sintomi dell’influenza sono abbastanza accentuati: febbre alta, malessere, disturbi gastrointestinali e debolezza che dura anche dopo. Se non si presentano questi segnali, con tutta probabilità si è trattato di una sindrome di tipo parainfluenzale.

 

 

 

Mar, 27/12/2011 - 18:23
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