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Interventi e commenti Italia

Riflessioni

"Giustizia, i problemi non si risolvono solo abbattendo i costi"

Nencini e Di Lello su tagli ai tribunali

di Redazione Basilicata24

Da sinistra Nencini e Di Lello Da sinistra Nencini e Di Lello

La decisione del Governo di procedere al riordino territoriale dei presidi giudiziari di primo grado, di fatto tagliando le sedi distaccate e sopprimendo numerosi tribunali nel centro e nel sud Italia, è preoccupante. E pensare di risolvere i problemi della Giustizia italiana solo in termini di costi, senza valutare l'importanza di una amministrazione giudiziaria vicina ai cittadini e diffusa anche su territori disagiati è un segno di miopia.

C'è preoccupazione tra i socialisti per un ulteriore abbassamento della qualità e dell'efficienza della giustizia in Italia con i tagli indiscriminati alle strutture periferiche del tribunale di Melfi e di altri tribunali in Abruzzo, Campania,  Puglia e in Lazio. Uno dei principi fondamentali della democrazia è il decentramento amministrativo, soprattutto in materia di servizi essenziali come la Giustizia o la Sanità. Un principio costituzionale che i socialisti hanno sempre difeso e continueranno a difendere. E' condivisibile la volontà del governo di procedere a un riordino territoriale dei presidi giudiziari, ma la scure non può abbattersi indiscriminatamente, tenendo conto solo di criteri aziendalistici o finanziari e senza un'attenta valutazione delle specificità dei territori e dei diritti delle popolazioni che li abitano. Il taglio dei tribunali territoriali non risolverà i problemi, ma anzi li aggraverà, sia in termini di efficienza che di costi. I cittadini saranno costretti a spostarsi e ad affrontare crescenti disagi da un punto di vista logistico e si moltiplicherà la mole di lavoro per i pochi tribunali superstiti, con un conseguente aumento dei tempi, già biblici, della giustizia italiana”.

Riccardo Nencini e Marco di Lello, segretario e coordinatore della segreteria del PSI

 

Mar, 19/06/2012 - 17:53
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