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Politica

"Berlusconi bocci il fiscal compact in Parlamento"

Io Amo l'Italia: L'ex premier dimostri che l'uscita dall'euro non è una provocazione

di Redazione Basilicata24

Magdi Cristiano Allam leader di Io Amo l'Italia Magdi Cristiano Allam leader di Io Amo l'Italia

Io amo l'Italia prende atto con piacere che la platea degli scettici nei confronti dell'euro si sta pian piano riempiendo. Sono ormai due anni che noi di Io amo l'Italia affermiamo che il progetto della moneta unica, così come è nato, è fallito e che ripensare al ritorno delle singole valute, all’interno dei paesi aderenti all’euro, non è più un tabù.

Abbiamo inteso che  anche l’ex Capo del Governo Silvio Berlusconi ritiene che un'eventuale implosione del sistema euro potrebbe avvenire e che le conseguenze non sarebbero così nefaste come molti opinionisti, in servizio permanente effettivo, dei poteri economi e finanziari ci vogliono fare credere.

A conferma di ciò Berlusconi ha annunciando la convocazione, per metà luglio a Villa Germetto, di un “think-tank” di alto livello che dovrà discutere la “non bestemmia” dell’uscita dall’euro dell’Italia.  L'onorevole Antonio Martino, sicuramente uno dei registi di questa operazione, ha affermato che “tornare alla lira non è una provocazione insensata”.

Io Amo l’Italia che già si è espressa in questo senso, sottoponendo un suo progetto per il ritorno alla lira, guarda con attenzione a questa iniziativa che per essere efficace non può prescindere dal congelamento del Trattato conosciuto come “Fiscal Compact”,  ovvero il “Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria”, noto anche come “Patto di bilancio”, di prossima discussione nel nostro Parlamento.

Pur nel silenzio più assordante che la stampa riserva alle problematiche del Fiscal Compact ci auguriamo che Berlusconi riesca a convincere i suoi deputati a bloccare l’adozione di questo trattato perché se da un lato si può mettere in discussione la permanenza dell’Italia nell’area euro è inimmaginabile dall’altro consegnare la nostra sovranità economica e fiscale nelle mani dei burocrati di Bruxelles che con almeno un ventennio iniziano solo ora a pensare ad una modifica sostanziale dell’Unione Europea e dei meccanismi politici che la regolano.

I continui vertici, senza risultati tangibili,  tra i capi di governo e ministri economici dei paesi dell'Unione Europea dimostrano chiaramente che l’unione monetaria così come venne pensata ed attuata è giunta ormai al capolinea.

 

Io amo l'Italia

 

Mar, 26/06/2012 - 20:13
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