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Editoriale Italia

Fantozzi è malato e deluso, adesso dateci dentro

di Michele Finizio

Michele Finizio Michele Finizio

Parlo di quelli che si nascondono. In maggioranza dipendenti pubblici, ma anche di aziende private. All’Inps, all’Agenzia delle entrate, alle Poste, a Scuola e così via. Insomma ci siamo capiti. Spesso sono persone oneste, gente per bene. Fanno il loro lavoro, tornano a casa per il pranzo e per la cena, allevano figli abituati a una famiglia presente. Mezzo bicchiere di vino al massimo. Cibi leggeri la sera. La spesa al supermercato con cautela. Orari sempre quelli, vacanze come si può, domeniche sacre e indivisibili. Sono gli onesti della pubblica amministrazione e del lavoro dipendente. Non fanno carriera, preferiscono rimanere al loro posto fino alla pensione. Tacciono spesso davanti ad un abuso, si nascondono nei momenti difficili. Ma sono onesti. Mai un’assenza per malattia che non sia vera. Mai un permesso senza motivo. Puntuali al timbro d’ingresso e anche a quello d’uscita. Difficilmente abbandonano la scrivania per andare al bagno o per bere un caffè. Anzi se un collega li invita a prendere aria loro s’imbarazzano. L’orario di lavoro è sacro. Quelli che si nascondono pensano che sia meglio farsi i fatti propri, ma hanno la coscienza che morde. Perciò alla prima occasione, con ritegno e nell’intimità, criticano. Criticano i colleghi nullafacenti, quelli che prendono il caffè nel corridoio e ci passano quasi la mezz’ora. Criticano la politica, le istituzioni, ma con molto riserbo. Provano forte simpatia nei confronti di quelli che denunciano apertamente le malefatte, le ingiustizie, gli abusi. Ma non lo fanno sapere. Qualche volta si espongono, e quella volta non dormono la notte. “Chissà il principale che cosa penserà di me”. “Speriamo che nessuno abbia letto quel mio commento su facebook”. Quelli che si nascondono sono incazzati dentro. Con se stessi e con il resto del mondo. Però resistono. Lo fanno per la prole. Sperano per i loro ragazzi una vita da capi, da direttori o da manager. Proiettano il loro futuro, scaduto, sulla speranza dei figli. Per la verità molti di questi ragazzi si laureano, anche con bei voti. Ragazze e ragazzi seri, indisponibili a compromessi ambigui, con una forte carica di dignità. Tant’è che cercano spazi altrove. In casa dei genitori si può tornare per i maccheroni col sugo che “come li fa la mamma non li fa nessuno”.  Per abbracciare la famiglia che ha fatto tanti sacrifici. Quelli che si nascondono vivono sul filo dell’equilibrista. Non cadono quasi mai, ma neanche arrivano alla meta che non hanno. Sono sospesi, per tutta la vita, tra la coscienza che chiede di esplodere e lo stomaco che trattiene ogni azzardo. Sembrano degli ignavi, ma sono soltanto spaventati. Calma, calma.  Almeno nell’urna date fiato alla coscienza e schiaffeggiate quella pancia insignificante. Voi potete cambiare il Paese, siete in tanti. Fatelo per i vostri figli e anche per i miei. Fantozzi è malato, fregato, deluso. Adesso dateci dentro.

Dom, 29/07/2012 - 20:05
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