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Editoriale Italia

Cane non morde cane. Le certezze del sistema e i dubbi dei cittadini

di Michele Finizio

Cane non morde cane. Le certezze del sistema e i dubbi dei cittadini

Il 4 novembre scorso, abbiamo firmato un’inchiesta su “presunte” irregolarità nella gestione dei procedimenti fallimentari nel tribunale di Taranto. 

Chiamando in causa anche la Procura di Potenza che sarebbe avvezza ad archiviare in quattro e quattr’otto le denunce dei cittadini contro i giudici del tribunale jonico. 

 

Abbiamo pubblicato un video per sintetizzare il contenuto di una registrazione che una delle nostre fonti ci ha fornito. La registrazione di una conversazione nella quale emergerebbe un tentativo di concussione da parte di un curatore fallimentare, il quale dice di parlare in nome di un giudice, nei confronti di un imprenditore. Sulle vicende tarantine e potentine il Movimento Cinque Stelle ha presentato ben due interrogazioni parlamentari, l’ultima in seguito alla pubblicazione della nostra inchiesta. Che cosa è successo dopo quel 4 novembre? A Taranto e nella provincia si sono levati gli scudi della magistratura, della politica, della stampa, dell’ordine degli avvocati e dell’ordine dei commercialisti: “Tutto regolare”. Gli onorevoli Gianfranco Chiarelli (Conservatori e Riformisti) e Michele Pellillo (Pd), si sono affrettati a scrivere al ministro della Giustizia per opporsi alle “strumentalizzazioni” del Movimento Cinque Stelle sulla vicenda e definire “confusi e bugiardi” i firmatari delle interrogazioni. Il presidente del tribunale di Taranto ha dichiarato che le accuse dei pentastellati sono infondate. Le associazioni forensi si schierano apertamente a sostegno dei giudici tarantini: “Procedure esecutive e concorsuali senza violazioni né abusi. Riportata una realtà che è stata travisata completamente”. L’ordine dei Commercialisti si affretta a dichiarare: “Niente ombre sulle procedure, piena e incondizionata fiducia nell’operato dei magistrati tarantini e dei professionisti delegati”. Certa stampa si è limitata a dare ampio spazio al “sistema” e, in alcuni casi, a creare confusione mediatica ad arte, per deviare l’opinione pubblica. Nel frattempo non sono mancati episodi che sembrerebbero sottili tentativi di intimidazione a danno di cittadini autori degli esposti contro i giudici tarantini e potentini. E neanche sono mancati fatti che potrebbero apparire come tentativi di ritorsione nei confronti di un avvocato difensore di quei cittadini. Possibile che nessuno, al momento, abbia sentito il dovere di fare una qualche verifica? Può darsi che nel video, da noi pubblicato, si nasconda un millantatore o un provocatore. Oppure è tutto vero. Può darsi che quanto raccontato negli esposti dei cittadini vittime delle “presunte” irregolarità sia tutto falso, Oppure tutto vero. Basta fare qualche verifica. Eppure, a quanto pare, tutti i signori della giustizia, della politica, delle professioni, della stampa, non hanno dubbi: “Tutto regolare”. Vorremmo toglierci il dubbio anche noi, per questo il nostro lavoro di inchiesta sulla vicenda, continua. A presto rivederci.

Mer, 16/11/2016 - 21:28
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