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Editoriale Italia

“L’immigrato pericoloso” ai tempi delle coscienze liquide

di Michele Finizio

Michele Finizio Michele Finizio

Siamo portatori sani di stupidità, vittime dei nostri alibi.  E’ di oggi la notizia:  A Bari, abusi sessuali su una 12enne da parte di un gruppo di minorenni

I responsabili sono due 17enni, un 15enne e due 13enni. Le violenze andavano avanti da mesi. Il 4 luglio scorso, una banda di minorenni, viene sgominata dalla polizia a Milano: si divertiva a fare rapine e a colpire le vittime con inaudita violenza, stile “arancia meccanica”. E’ di maggio la notizia di otto giovanissimi, tra i 15 e i 19 anni che si divertivano a picchiare i ragazzi gay.  A Vigevano, nel marzo scorso, viene sgominata una banda di bulli 15enni che si divertivano ad abusare sessualmente delle vittime, riprese con il telefonino, una delle quali letteralmente schiavizzata. Fanno tutti parte di cosiddette “buone famiglie”. Sempre nel marzo scorso un ragazzino di 13 anni è stato violentato più volte da un gruppo di 11 minorenni, di cui tre non ancora 14enni. E' successo a Giugliano, nel Napoletano. Sono solo alcuni degli episodi che, ogni giorno, accadono nelle piccole e grandi città e che riguardano ragazzi italiani bianchi, lavati e pettinati. Un’escalation senza precedenti, di cui si parla raramente, e male, nei talk show, quando ci scappa il morto. Eppure l’allarme suona in continuazione, ma nessuno pare ascoltarlo. Altro che immigrati pericolosi, qui è pericolosa la società tutta, nei suoi anfratti meno visibili, dove puoi inciampare all’improvviso e farti male, tanto male. Dilaga l’ipocrisia della sicurezza mentre costruiamo con le nostre mani le condizioni del pericolo. Stupidamente, ci affanniamo a serrare porte e finestre, a installare telecamere e trappole per topi di appartamento e fumogeni anti immigrato. Ma la minaccia è dove meno te lo aspetti: in casa tua, davanti la scuola, alla festa di compleanno, alla fermata dell’autobus. Il pericolo siamo noi, con le nostre menate sui “figli che hanno sempre ragione”, “che devono avere quello che io non ho avuto”, che “poverino non si merita quel voto”, che “dai non piangere che papà risolve tutto”, che “una ragazzata va sempre perdonata”. Siamo noi, con la nostra smania di avere l’auto come quella del vicino, di andare in vacanza dove non possiamo permettercelo. Siamo noi, con le nostre menzogne, con la vigliaccheria delle nostre illusioni, con la fragilità che ci portiamo dentro. Il pericolo è lo Stato che non investe nella bellezza, nella scuola, nei servizi per l’infanzia e l’adolescenza. Il pericolo è nello Stato che non contrasta la corruzione e il gioco d’azzardo e che aiuta le banche a delinquere. Il pericolo è nei talk show che fanno apologia della ricchezza, della furbizia, della disonestà, della criminalità. Rischiamo di finire nel labirinto della paura, dove tutto e niente è pericoloso. Siamo coscienze liquide, e in molti casi liquidate dall’ipocrisia. Siamo portatori sani di stupidità, vittime dei nostri alibi. E’ questa la vera minaccia.

Mar, 04/07/2017 - 13:21
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