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Cultura Italia

Ai Venerdì Culturali di Presenza Lucana si parla di femminicidio

di Redazione Basilicata24

Ai Venerdì Culturali di Presenza Lucana si parla di femminicidio

Per il ciclo degli incontri “I Venerdì Culturali di Presenza Lucana” ritorna la cartella “Sociologia e Conoscenza” con un appuntamento che affronta un problema di grande attualità, tramite una parola “nuova” inclusa nel vocabolario della lingua italiana, da pochi anni, il femminicidio, con la presentazione dell’antologia “Rosa Sangue” curata da Donato Altomare e Loredana Pietrafesa. (Altrimedia Edizioni). Oltre i due curatori dell’antologia che ha scelto racconti scritti da diciotto scrittrici in cui ognuna di loro è stata lasciata libera di trattare il tema in modo personale, secondo la propria visione o esperienza umana ed emozionale, parteciperanno all’incontro Filippo Radogna (scrittore e giornalista) e Maria Antonietta D’Agostino (Presidente dal 2012, dell’Associazione Culturale Matera Poesia 1995). Le scrittrici presenti nell’opera sono: Marina Alberghino, Anna Maria Buonavoglia, Sara Bosi, Denise Brescia, Mariangela Cerrino, Adriana Comaschi, Elena Di Fazio, Irene Drago, Francesca Barello, Claudia Graziani, Annarita Guarnirei, Annarita Vetrino, Loredana Pietra fesa, Monica Serra, Luigina Torto, Giusy Molve, Nicoletta Vallerai e Ida Pinella. Rosa sangue è la prima antologia di racconti fantastici al femminile che parlano di femminicidio. Tale parola esiste nella lingua italiana solo dal 2001, ma si è estesa nel 2008, quando fu pubblicato da, Barbara Spinelli, un libro intitolato Femminicidio. Prima di questa data com’erano classificati gli omicidi di cui era vittima la donna? Si usava la parola “uxoricidio” in cui la radice latina Uxor, stava a indicare moglie, sposa, e –cidio alludendo all’uccisione di una donna in quanto moglie. Questa parola uxorcidio era estesa anche agli uomini, quindi al coniuge in generale. L’uccisione di una donna non coniugata non aveva, quindi, un termine italiano giusto che la classificasse. La parola “feminicide” fu coniata dalla criminologa Diana Russell, in un proprio saggio. Nell'anno 1993, l'antropologa messicana Marcela Lagarde la usò per studiare e ricordare i moltissimi omicidi di donne che erano stati compiuti ai confini tra il Messico e gli Stati Uniti. “Il pregio di questa raccolta sta nel particolare taglio che si è voluto conferire a essa: il fantastico come strumento femminile per parlare del femminicidio. L’idea è nata proprio dalla considerazione che la presenza femminile nelle antologie del genere fantastico è esigua. Le diciotto autrici hanno narrato tutte storie diverse per contesto, ambientazione ed epoca, alcune prendendo spunto da femminicidi realmente accaduti, altre attingendo esclusivamente dalla propria immaginazione. Ognuna di loro è stata lasciata libera di trattare il tema in modo personale, secondo la propria visione o la propria esperienza umana ed emozionale”. (Loredana Pietrafesa) L’incontro sarà presentato venerdì 19 maggio, alle ore 18.00, presso la sede di Via Veneto 106/A , Taranto, con Libero ingresso. Michele Santoro

Gio, 18/05/2017 - 12:24
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