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Cronaca Italia

TRUFFA?

"Il ragioniere della mafia" non paga le fatture in Basilicata

La casa di produzione dell'attore Lorenzo Flaherty sembra scomparsa nel nulla

di Giusi Cavallo

Lorenzo Flaherty Lorenzo Flaherty

Il film doveva essere un'occasione di promozione del territorio. In particolar modo avrebbe dovuto far conoscere al grande pubblico Calvello, piccolo centro della provincia di Potenza, sconosciuto ai più, ma "baciato" dalle royalties del petrolio. Calvello è uno tra i pochi comuni lucani a non avere problemi di stabilità economica grazie ai ristorni del petrolio che scorre nelle sue viscere. Dunque, da parte dell'amministrazione, non deve essere stato difficile accordare un contributo alla produzione de "Il ragioniere della mafia". Il film prodotto dalla Elleffe Group, casa di produzione cinematografica con sede a Roma che risulterebbe essere di proprietà del noto attore Lorenzo Flaherty, lui stesso protagonista della pellicola.

Tutti i lavoratori impegnati nelle riprese del film, i fornitori, gli albergatori e i ristoratori che hanno fornito vitto e alloggio agli attori e alle maestranze, ad oggi dichiarano di non aver ricevuto nemmeno un euro per le loro prestazioni. Le fatture ormai sono scadute da tempo, ma nessuno si è fatto vivo. Ed ancor più, la Elleffe Group risulta scomparsa. La denuncia è riportata in un telegramma inviato al sindaco di Calvello, Antonio Gallicchio.

Per quel che ci riguarda, appresa la notizia, abbiamo provato a metterci in contatto con la Elleffe Group ma non abbiamo avuto fortuna. Al numero che compare nell'indirizzo romano della società ci hanno risposto che la Elleffe ha lasciato da circa un mese la sede, presa in affitto per soli due mesi. Nulla di più. Anche a Roma, dunque, non sanno dove sia finito Flaherty e la sua casa di produzione. Facciamo un'ulteriore ricerca e scopriamo che l'attore risulterebbe essere in Croazia, impegnato nelle riprese di una fiction televisiva.   

Al danno si rischia di aggiungere la beffa, soprattutto per il Comune di Calvello che, per promuovere il territorio, addirittura in un film con attori di calibro come Flaherty e Tony Sperandeo, (volto noto nei film che parlano di mafia), ma anche con un'ex miss Italia, Francesca Testasecca, non ha esitato a contribuire alla produzione. I soliti bene informati ci dicono che il Comune  avrebbe sborsato oltre centomila euro. Il sindaco invece, raggiunto telefonicamente, dice che ha contribuito con 30 mila euro più iva. "Le prime due tranche- spiega Antonio Gallicchio- sono state già pagate. Dovevano servire per le spese in loco e per la promozione, delle riprese del film a Calvello, sui giornali". In buona sostanza i comunicati mandati alle redazioni giornalistiche in cui s'annunciava che si stava girando un film "importante" nella cittadina potentina. Il sindaco Gallicchio poi conferma, così come scrivono tutti di debitori nel telegramma inviato al primo cittadino, che la terza tranche di 10mila euro deve essere ancora corrisposta. "Questi ultimi diecimila euro- aggiunge-dovevano servire a promuovere la pellicola, e dunque il paese, nelle manifestazioni legate a Miss Italia 2012 a Montecatini Terme. Francamente non so se ciò sia stato fatto. Devo informarmi". Detto questo però Gallicchio ci dice di non sapere nulla del telegramma inviatogli da chi avanza i soldi dalla produzione del film "non sono andato in Comune, negli ultimi due giorni- precisa- forse per questo ancora non so niente". Sul fatto che qualcuno avanza soldi conferma solo di aver saputo da un albergatore di una fattura scaduta a fine agosto e non ancora saldata.

Ma perchè proprio Calvello? Nel piccolo centro lucano l'attore Lorenzo Flaherty c'era stato lo scorso anno per girare alcune scene del film del regista lucano Andrea Manicone. "In quell'occasione- ci dice una persona ben introdotta in Municipio- l'attore ha ricevuto una buona accoglienza dal sindaco il quale gli ha parlato delle possibilità economiche del Comune grazie alle royalties del petrolio. Ai maligni verrebbe da pensare che all'attore non deve essere sfuggita l'opportunità di "girare  un film in Basilicata e proprio a Calvello, ricco Comune grazie al petrolio".

A questo punto il film potrebbe non arrivare nelle sale perchè la distribuzione può essere, per legge, bloccata dai debitori. Oltre che un danno sarebbe una beffa per chi ha creduto di poter avere un'opportunità di promozione per un piccolo paese che stenta a scrollarsi di dosso l'immagine di paese a ridosso di un pozzo petrolifero. A voler essere ironici, mai titolo fu più azzeccato. "Il ragioniere della mafia" i conti se li è fatti bene!

 

 

 

 

Ven, 21/09/2012 - 18:21
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